Ovvero: lega l’asino dove comanda il padrone.
Ovvero: l’editoriale di Paolo Mieli di ieri ha due meriti. Primo: fa chiarezza. Secondo: fa cadere il tabù dell’intangibilità del Corriere come “baluardo della libera informazione”. Che sollievo, a via Solforino si confeziona un giornale normale, criticabile, scalabile, insultabile, boicottabile.

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il 9/3/2006 alle 10:5 | |