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28 marzo 2008
Alitalia QUIZ / Chi l’ha detto?

1) Una compagnia di bandiera è una realtà importante per l’economia e per il futuro del nostro Paese. 

2) Prima c’è l’Italia. Le nostre banche possono sostenere il rilancio. Mi risulta ci siano imprese interessate.

3) L'idea di portare gli asset del Paese fuori dai confini non paga. Così rinunciamo a un pezzo di Italia.

4) E’ un errore pensare che Alitalia non debba restare italiana, saremmo gli unici senza una compagnia di bandiera.

 La risposta sul chi e sul quando nel primo commento.


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27 marzo 2008
Pd, rissa continua


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25 marzo 2008
L’insultante leggerezza di Rutelli sulle Fosse Ardeatine

"Oggi siamo un Paese libero anche grazie al sacrificio dei 335 che furono gettati qui come bestie, come persone a cui era tolta ogni dignità, e dalla loro dignità ricaviamo la nostra libertà". Lo ha detto il vicepremier Francesco Rutelli parlando coi cronisti a margine della cerimonia commemorativa per il 64esimo anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

KrilliX continua ad essere sorpresa dell’abilità di Rutelli: riesce a dire minchiate spaziali con un’aria così seria, ma così seria che sembrano intelligenti.

Quello delle Fosse Ardeatine fu un eccidio non solo inutile (non ebbe alcun risvolto positivo per la nostra liberazione) ma anche e soprattutto un eccidio evitabile.

Sarebbe bastato che la coraggiosissima pattuglia di attentatori partigiani responsabile dell’attentato di Via Rasella si fosse costituita prendendo eroicamente su di sé le conseguenze dell’azione. Sarebbero morti in 10 anziché in 335. Ma i partigiani non lo fecero. Ritennero che le loro vite di combattenti fossero più importanti di quelle di ben 335 concittadini.

L’Italia è un Paese libero grazie al liberatori anglo-americani. Ed è una città in lutto per la mancanza di coraggio dei sedicenti partigiani. Rutelli ripassi la storia, dato che vuole tornare al governo della Capitale.


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20 marzo 2008
Aggrega, aggrega, qualcosa crescerà

Nell'ultima settimana, Ideazione.com e Il Foglio.it sono comparsi nella lista dei nuovi cittadini di Tocqueville. Per Ideazione, da poco diventato quotidiano online, si tratta di un "ritorno a casa", visto che il nostro aggregatore è nato proprio grazie alla storica rivista fondata da Domenico Mennitti. Per Il Foglio, che da poco ha rinnovato il suo sito Internet, si tratta di una gradita sopresa.

Aggiungete il blog della Tv della Libertà, i blog dell'Istituto Bruno Leoni, il Bimestrale Con, L'Occidentale, Confronto.it, Il Legno Storto, MenoStato.it, Neolib, Ultima Thule: KrilliX è d’accordo con  The Right Nation : “Tocqueville conferma la sua vocazione, oltre che di aggregatore di blog, anche di meta-aggregatore per un'area politico-culturale che, con tutti i suoi problemi, sta conoscendo un momento di estrema vitalità. Forse il rapporto tra informazione e Internet è davvero arrivato a un punto di svolta. E l'epicentro di questo terremoto potrebbe essere più vicino di quanto pensiamo”.




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14 marzo 2008
La rivincita della cittadina Bergamini

Comunicato ufficiale Rai:La I sezione del Tribunale di Milano, accertata la natura diffamatoria di un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 13.01.2006 dal titolo 'La politica si mette anche tra Rai e Juve', ha condannato in via tra loro solidale la casa editrice RCS, Paolo Mieli (Direttore del Corriere della Sera) e Federico Fubini (giornalista) al risarcimento dei danni personali subiti da Carlo Nardello (attualmente Amministratore Delegato di Rai Trade, nel 2006 Direttore Palinsesto tv e Marketing) ) e da Deborah Bergamini (nel 2006 Direttore Marketing). Il Giudice Angelo Ricciardi, inoltre, ha condannato Federico Fubini, ad un secondo risarcimento in favore di Carlo Nardello e Deborah Bergamini oltre agli interessi legali. Nel suo articolo, infatti, sosteneva falsamente che Carlo Nardello e Dedorah Bergamini avrebbero bloccato l'intesa tra la Rai e la Juventus per l'acquisto da parte della società sportiva delle immagini del club bianconero presenti nell'archivio Rai con il chiaro intento di favorire Mediaset”.

E uno! Probabilmente a questa condanna ne seguiranno altre. Nel frattempo però Deborah Bergamini, crocifissa da una vera e proprio campagna stampa, ha lasciato la Rai.

Peggio per Viale Mazzini, meglio per il Popolo della Libertà che vive nella Rete. Come aveva promesso, infatti, dopo quella sgradevole esperienza Deborah ha deciso di scendere in campo. E Tocqueville guadagna così un altro cittadino in parlamento. Sensibile ai nuovi media.




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12 marzo 2008
Veltroni e i ministri fantasmatici

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6 marzo 2008
Il popolo dei seduti
Rilassati, Italia!



Questo genio è amico mio...

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3 marzo 2008
Il Cav. regge l’onda antiliberista europea

Silvio Berlusconi ha presentato il suo programma elettorale, sei punti su sette riguardano questioni economiche. E’ un programma che, considerando i timori di fanfanismo della vigilia, non abbandona le idee di base del berlusconismo economico, riduzione della pressione fiscale, completamento della riforma sul mercato del lavoro, e contrattualismo possibile sulla spesa pubblica: i servizi devono migliorare e intanto si proverà a tagliare la spesa pubblica eccessiva che non riguarda le garanzie sociali. Berlusconi ha imparato la lezione del 2001, e cioè l’impatto del rallentamento dell’economia globale sui nostri conti pubblici (meno crescita=meno entrate), e non promette miracoli. Dice che farà il possibile, tenendo conto di tre vincoli: no all’inasprimento della pressione fiscale, rispetto degli impegni europei e degli obblighi sociali dello stato. A questo impianto va aggiunto il rilancio del nucleare, si vedrà.

C’era curiosità non solo per verificare la convergenza tra i due programmi, Pd e Pdl. C’era un’altra questione. La reazione di un partito che assomiglia a un partito liberale di massa (pur con tutti i difetti che conosciamo) rispetto all’arretramento della prassi liberale e di mercato in Europa. Il rapporto tra stati e mercato al tempo della globalizzazione è molto contrastato. L’Unione ha rinunciato alla liberalizzazione dei servizi per paura dell’idraulico polacco. Gordon Brown, primo ministro inglese, capo del paese che ha guidato la riscossa del liberalismo in occidente, ha recentemente statizzato la banca Northern Rock, travolta dalla crisi dei subprime. In Spagna, Germania, Italia, Francia tutti i governi negli ultimi due anni hanno cercato di promuovere strategie per la costruzione o il rafforzamento di grandi imprese, campioni nazionali in grado di reggere l’impatto con la globalizzazione e l’espansione dei paesi asiatici e delle loro emanazioni economiche, i fondi sovrani cinesi, russi, di Singapore, del Golfo.

In Germania e Francia per proteggere il sistema finanziario da incursioni straniere si studiano progetti di integrazione tra i bancoposta nazionali e banche medie (Commerz o Deutsche) o in difficoltà (Société Générale). Senza arrivare alla soluzione estrema di Pier Ferdinando Casini che, intervistato dal Sole 24 Ore, ha proposto la smobilitazione delle quote pubbliche di Eni, Enel e Finmeccanica per abbattere del 20 per cento il debito pubblico e la spesa per interessi, Berlusconi si è attestato su un ragionevole piano di liberalismo possibile: liquidazione delle società pubbliche non essenziali, cessione di quote del patrimonio dello stato, liberalizzazione dei servizi pubblici e privati. Dalla lettura di Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera di ieri, come sempre in dialettica con Giulio Tremonti, sembrava di capire che il programma del Pdl fosse costruito tutto su dazi e banche pubbliche meridionali. Sono due punti che, insieme con il passaggio su Malpensa (l’hub da valorizzare) e con alcuni richiami sparsi ai sussidi pubblici, non convincono. Ma sembrerebbero anche inevitabili nel programma di un costituendo partito popolare e di massa in cui convergono culture diverse, e che deve uscire dal tema della forma politica che per il momento ha assorbito la maggior parte delle sue energie. (In fondo è questo il punto che rende simili Pd e Pdl). Sulla quantità di liberismo da immettere nel programma c’è stato un confronto. Per esempio tra chi crede che il nostro sistema industriale si sia ristrutturato senza dazi e quote, e chi osserva che il tema del rapporto con le economie asiatiche è presente in tutto il dibattito economico occidentale: gli Stati Uniti chiedono da anni alla Cina l’adeguamento del tasso di cambio tra dollaro e renminbi. Sul Giornale, Mario Giordano e Nicola Porro scrivono da alcuni giorni “Purché sia liberista” e “Non
facciamoci scippare i valori del liberismo". Ieri su Tocqueville, sito che raccoglie prevalentemente blog liberisti, i post di giornata sembravano soddisfatti del grado di liberismo ottenuto.

Marco Ferrante

© Il Foglio

Giuliano Ferrara non se ne avrà a male se  - complice l’autore -  KrilliX ruba uno degli articoli del Foglio. Non lo fa mai. Ma in questo caso le sembra importante consegnare l’analisi di un liberale fogliante sul programma berlusconiano alla Rete. Consegnarla al dibattito che si svolge in questi giorni sul web (basta navigare un po’ tra le pagine di Tocqueville per rendersene conto). E consegnarla soprattutto alla “memoria di internet” ben più duratura di quella dei giornali e degli italiani in genere.




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1 marzo 2008
Typical Buckley

“To say that the CIA and the KGB engage in similar practices is the equivalent of saying that the man who pushes an old lady into the path of a hurtling bus is not to be distinguished from the man who pushes an old lady out of the path of a hurtling bus: on the grounds that, after all, in both cases someone is pushing old ladies around”.

William F. Buckley Jr., è scomparso la scorsa settimana a 82 anni, nello studio della sua casa di Stamford, in Connecticut Era considerato da molti il vero padre del conservatorismo contemporaneo.

Da leggere Andrea Mancia e Ann Coulter.

Round-Up copiato da The Right Nation: National Review, The Corner, The Spectator, American Spectator, Commentary, Weekly Standard, Reason Magazine, TownHall, Michelle Malkin, New York Times, The Moderate Voice, NewsBusters.org, The Radio Equalizer, Protein Wisdom, Below The Beltway, Althouse, Liberal Values, Babalu Blog, Captain's Quarters, Jonathan , Hot Air, Macsmind, The Sundries Shack, Stephen Bainbridge, Associated Press, The Volokh Conspiracy, Outside The Beltway, Redstate, Democracy Project, Samizdata.net, Little Green Footballs.




permalink | inviato da KrilliX il 1/3/2008 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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