Ovvero: lega l’asino dove comanda il padrone.
Ovvero: l’editoriale di Paolo Mieli di ieri ha due meriti. Primo: fa chiarezza. Secondo: fa cadere il tabù dell’intangibilità del Corriere come “baluardo della libera informazione”. Che sollievo, a via Solforino si confeziona un giornale normale, criticabile, scalabile, insultabile, boicottabile.